Uccise un cagnolino e ora sua madre denuncia gli animalisti

(03 Luglio 2017) - pubblicato da Redazione

Nessun colpevole per la morte della cagnolina Pilù e il presidente di Animalisti Italiani Onlus, Walter Caporale, adesso rischia la galera. Il numero uno dell’associazione denunciato dalla madre dell’assassino: “Che si spalanchino anche le porte dell’Inferno. Fiero di andare in carcere per aver combattuto il sadico”. L’attivista di Animalisti Italiani Onlus, Paola Pavone: “Chi difende le vittime senza voce rischia la galera. È questa la giustizia italiana?”. Così riporta una nota di Animalisti italiani onlus. "Sarò fiero di andare in galera". È con queste parole che il presidente di Animalisti Italiani Onlus, Walter Caporale, commenta la denuncia sporta ai suoi danni e contro l’attivista Paola Pavone, dalla madre dell'uomo che uccise Pilù, l’esemplare femmina di pincher torturara, brutalizzata, massacrata. I fatti risalgono a maggio 2015, a Pescia, in provincia di Pistoia. Una cagnolina di nome Pilù paga con la vita la volontà dell'uomo di punire la propria ex fidanzata, divulgando poi un video dove le violenze gratuite perpetrate ai danni della creatura lasciata agonizzante fanno rapidamente il giro del mondo, riporta la nota di Animalisti italiani onlus. Al termine della manifestazione organizzata a Pescia a ottobre 2016, il presidente di Animalisti Italiani Onlus, Walter Caporale, e l’attivista Paola Pavone attaccano dei manifesti sulle finestre dell’appartamento della famiglia del “ragazzo” con la scritta “Censurato per crudeltà”. Questo è il motivo della denuncia, depositata dalla mamma dell’assassino di Pilù, per i reati di violazione di domicilio (solo a carico di Caporale) e imbrattamento e deturpamento dell’abitazione (a carico di entrambi). Il grido di Animalisti Italiani Onlus e del suo presidente si alza altissimo: “Noi non patteggiamo e non patteggeremo mai con i complici di un assassino – dichiara Walter Caporale - Pilù ha subito lo stesso trattamento sadico e crudele che veniva riservato nei lager ad ebrei, omosessuali e bambini. Quest'uomo non farà un giorno di prigione, mentre Paola (Pavone ndr) ed io rischiamo il carcere? E allora che si spalanchino anche le porte dell'Inferno, perché io sarò fiero di andare in galera per aver combattuto il sadico e crudele assassino di Pilù”. Caporale lancia poi un messaggio chiaro alle istituzioni: “Che la nostra condanna e la libertà per gli assassini di animali siano di stimolo al nuovo Parlamento per modificare la Legge 189/2004”. Dura anche Paola Pavone, attivista di Animalisti Italiani Onlus: “L'uomo è ancora a piede libero dopo aver torturato e ucciso una creatura indifesa. Il video permise di identificarlo e denunciarlo e poi? Ad oggi lui continua a circolare liberamente, mentre chi difende le vittime senza voce rischia la galera. Una vergogna nella vergogna, è questa la giustizia italiana?”. A difendere Walter Caporale e Paola Pavone è l’avvocato Francesca Menconi che spiega così la posizione dei suoi assistiti: “Dal punto di vista prettamente processuale, tralasciando la violazione di domicilio che non costituisce più reato a seguito dell’entrata in vigore del decreto sulla depenalizzazione, confidiamo nella non punibilità per la particolare tenuità del fatto, anche in considerazione delle modalità della condotta e soprattutto della gravità del reato commesso dall'uomo, indagato per cinque capi di imputazione”. “Auspichiamo – conclude l’avvocato - che la Procura di Pistoia concentri la propria attenzione su questi ben più gravi tipi di reati e che la giustizia faccia il proprio corso al fine di dare, dopo il caso Angelo, un ulteriore esemplare segno al nostro Paese”. Così si chiude la nota di Animalisti italiani onlus. Fonte: quotidiano.net



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