Confisca per tutti gli animali: dopo anni di dolore meritano giustizia

(07 Settembre 2015) - pubblicato da Redazione

La Lav chiede che gli esseri senzienti impiegati nel Circo -Martini  Cirque d’Europe di Martini Aldo- siano sottratti per sempre ai loro proprietari. Tra pochi giorni l'udienza decisiva presso il Tribunale di Monza

 

Roma, 4 settembre 2015 - Giustizia per gli animali del Circo -Martini Cirque d’Europe di Martini Aldo- e confisca di tutti gli animali: è quanto chiede la LAV, a pochi giorni dalla nuova decisiva udienza presso il Tribunale di Monza, prevista il prossimo martedì 8 settembre, del processo che vede imputato il circense Radojica Mirkovic, citato a giudizio (gennaio 2015) dal pm Giulia Rizzo della Procura della Repubblica di Monza per il reato di maltrattamento di animali (art. 544 cp), insieme al circense Aldo Martini. Dopo varie vicende giudiziarie, infatti, il  processo è ancora in corso e  solo parte di esso  - quello relativo all’imputato R. Mirkovic - dovrebbe concludersi proprio con l’udienza di martedì 8 settembre.

Il processo che vede imputato Aldo Martini, invece, si concluderà nel 2016.  Gli imputati Aldo Martini e Radojica Mirkovic - in quanto all'epoca gestori del circo -  sono accusati di aver sottoposto a maltrattamenti un leone e una tigre (nella disponibilità di A. Martini). Inizialmente affidati alla custodia del circense, gli animali sono poi  stati trasferiti, su impulso della LAV, in un centro di recupero specializzato in Toscana nell’ottobre del 2014. Due istrici, un alligatore, un caimano, un coccodrillo del Nilo, una poiana di Harris, un avvoltoio a testa gialla (di proprietà di R. Mirkovic): tali animali sono sempre rimasti in custodia al circense; durante tale custodia, e precisamente nel dicembre 2012, l’avvoltoio a testa gialla è deceduto a causa di “denutrizione cronica”, secondo il referto dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana (Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense).

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"Questa triste vicenda giudiziaria si è aperta nel novembre del 2012 con il sequestro per maltrattamento di vari animali a carico di Mirkovic e di Aldo Martini. Il sequestro è stato operato dalla Polizia Provinciale di Monza e confermato dalla Procura della Repubblica di Monza. Già nell’ottobre del 2012 la LAV di Monza, aveva effettuato un sopralluogo presso il Circo di Aldo Martini, a cui era seguita una segnalazione alle autorità. Il sopralluogo della LAV  aveva evidenziato violazioni della normativa vigente e lo stato precario degli animali", riferisce una nota della Lav.

"La citazione a giudizio del 2015 specifica che i due circensi hanno sottoposto gli animali in questione a “comportamenti  e fatiche insopportabili per le loro caratteristiche etologiche”. Gli animali, infatti, sarebbero stati detenuti in condizioni  incompatibili con la loro natura, provocando uno stato di grave sofferenza e cagionando lesioni consistenti in un generale decadimento dello stato di salute.  In particolare, simili condizioni di detenzione hanno condotto, come certificato dal referto dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana (Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense) al decesso dell’avvoltoio a testa gialla", continua il comunicato della Lav.

"Tale referto specifica che  le cause del decesso  sono riferibili allo stato di “denutrizione cronica” dell’animale  e che i muscoli pettorali dello stesso, principali motori della funzione del volo, risultavano fortemente atrofizzati, nonostante le linee guida per la detenzione di animali selvatici prescrivano la necessità di effettuare voli di durata sufficiente a cadenza quotidiana", sottolinea la Lega antivivisezione. 

"A questo si deve aggiungere che il leone, trasferito a settembre del 2014,  su impulso della LAV, in un centro di recupero specializzato in animali esotici:  era in condizioni fisiche disperate al momento del suo prelievo nel carro-rimorchio dove era rimasto detenuto per anni. Il Leone veniva tenuto in un rimorchio insieme alla tigre, con gli animali separati solamente da una grata. Notoriamente le due specie sono incompatibili tra loro e non devono essere collocate in vicinanza, per evitare un continuo stato di stress. Inoltre, la  detenzione nel rimorchio non poteva in alcun modo soddisfare i bisogni etologici degli animali" accusa la Lav nella nota.

"La situazione di questi  animali si è aggravata quando gli stessi, nonostante fossero stati posti sotto sequestro già nel 2012, non sono stati sottratti alla condizione di maltrattamento in cui si trovavano, ma sono stati affidati in custodia ai circensi" sostiene ancora la Lav.

“Si tratta, purtroppo, di una prassi diffusissima in Italia, che spesso conduce a maggiori sofferenze e, come in questo caso, anche alla morte degli animali detenuti dagli indagati - spiega Gaia Angelini, Campaigner LAV Animali esotici in cattività - Il motivo è spesso la mancanza di spazi in centri di recupero per questi animali e di finanziamenti per tali strutture. Riguardo a questo aspetto, abbiamo segnalato che il governo italiano finanzia i circhi con animali con 3 milioni di euro all’anno (Rapporto LAV: http://www.lav.it/cosa-facciamo/animali-e-spettacoli/fondi-pubblici-ai-circhi) tramite il Ministero dei Beni culturali, mentre devolve ai centri di recupero per animali esotici meno di 400.000 euro all’anno. Un paradosso che da tempo abbiamo chiesto di sanare, abolendo il finanziamento pubblico ai circhi con animali e riconvertendo il settore ad altre attività senza sfruttamento di animali.” 

A tale proposito, la LAV ricorda che la Federazione Europea dei Veterinari  (FVE) ha appena rilasciato una posizione scientifica (http://www.fve.org/uploads/publications/docs/fve_position_on_the_travelling_circuses_adopted_final.pdf) che sottolinea come la detenzione di animali selvatici nei circhi sia contraria ai loro bisogni etologici. La FVE, il cui membro italiano è la Federazione Nazionale  Ordine dei Veterinari Italiani (FNOVI), ha sottolineato che gli animali esotici mantengono la loro natura selvatica anche quando detenuti in un circo e nati in cattività e che i loro bisogni etologici non possono in alcun modo essere soddisfatti in un contesto di vita circense.   

Ci auguriamo che l’8 settembre la magistratura voglia riconoscere il diritto degli animali detenuti dal R. Mirkovic a una vita libera dalla cattività forzata che ha causato maltrattamento e dal concreto rischio di una morte per stenti – conclude Gaia Angelini - Questo processo, e quello relativo al Leone e alla Tigre a carico di Aldo Martini, hanno dimostrato che questi animali non hanno alcun valore per i due imputati, se non quello di procurare profitto. Ottenere la confisca di tutti questi animali è necessario per garantire loro un futuro senza sofferenze”.
 

fonte: quotidiano.net



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